Dal 2015 ADRIA sas Catania fa parte di NovaGroup, una scelta che per il titolare, Alberto Caruso, ha rappresentato una svolta importante nel modo di vivere il mercato e il proprio ruolo all’interno di esso.
«Il network è un progetto davvero interessante – racconta – perché consente anche a realtà medio-piccole come la nostra di unirsi e contare di più. Ci sentiamo rappresentati, non siamo soli nella distribuzione».
Essere parte di NovaGroup significa condividere obiettivi e visione, ma anche affrontare insieme le sfide quotidiane del settore. «Ragionare come un gruppo cambia tutto. Qualche sforzo in più lo facciamo, certo, ma sapere di essere parte di un sistema ci dà sicurezza e ci fa sentire più forti».
Caruso sottolinea come l’unione sia oggi una condizione essenziale in un mercato sempre più dominato da grandi multinazionali: «Oggi il mercato è fatto da realtà enormi che vedono il frazionamento italiano come un’anomalia. Presentarsi come un blocco unico di aziende è molto meglio».
L’ingresso nel gruppo, racconta, è stato anche un momento personale di crescita: «Ricordo la presentazione della mia azienda davanti a tanti soci che non conoscevo. È stato emozionante e un po’ come un rito di iniziazione. Mi ha fatto capire quanto, anche da una realtà piccola, si possa portare valore all’interno del gruppo».
Nel descrivere l’andamento del mercato, Caruso utilizza un’immagine efficace: «Il mercato dell’aftermarket è come un rally: forti accelerazioni, frenate improvvise, curve, ostacoli. Bisogna essere pronti, dinamici, capaci di reagire».
Un contesto in cui, secondo lui, non esistono rendite di posizione: «Nell’aftermarket non si vive di rendita. Bisogna stare sempre con il coltello fra i denti, pronti a muoversi e a capire le dinamiche reali del settore».
Alla base, però, rimane un valore che Caruso ritiene fondamentale per il futuro: la coesione.
«Rimanere uniti è la chiave. Le tentazioni e le difficoltà sono molte, ma se il gruppo resta compatto si possono fare grandi cose. Se fossi un allenatore, direi che il mio ruolo sarebbe quello del motivatore: dare coraggio, visione e fiducia».
Un approccio concreto e appassionato, guidato da una convinzione semplice ma profonda: solo uniti si cresce davvero.

